Oggi è una giornata davvero significativa per me, che rispolvera il fascino e lo spirito di scoperta di quando facevo le prime lezioni agli studenti universitari! Sì, perché oggi con il mio collega Luciano, abbiamo organizzato un’escursione nelle campagne di Collesalvetti, alla scoperta delle erbe spontanee commestibili! Sì, quei sapori così intensi e decisi, amarognoli e dolciastri, quella consistenza croccante e friabile ma anche legnosa e coriacea delle nostre erbe! Un patrimonio di immensa ricchezza da riscoprire, che ci offre non solo un arcobaleno di sapori sconosciuti o dimenticati, ma che è fonte di nutrienti, di sali minerali, di vitamine, che superano alla gran lunga tutti gli integratori sintetici in commercio! Qui si tratta di NUTRACEUTICI, ovvero di alimenti che contengono sostanze che aiutano la salute: la mantengono e la favoriscono quando è in bilico, perché il loro contenuto di sostanze attive è tale, che se integrano la nostra dieta tarassaco 1quotidiana in maniera continuativa, ci toglieranno da un sacco di impicci. Come dire…. dovremmo abituarci, nei periodi in cui la natura ci offe in abbondanza questi suoi doni, a trovare degli spazi settimanali… tutte le settimane!… per andare a svolgere una passeggiata salutistica; salutistica perché camminiamo, quindi ci mettiamo in moto permettendo ai nostri muscoli, cuore compreso, di allenarsi e di ossigenarsi; salutistica perché ci riforniamo di questo prezioso bottino! Una abbondante corbello di erbe! Una spesa in campagna, gratis, senza code né carrello, accarezzati dal vento e dal sole. E se piove? Beh! E’ bellissimo camminare con stivali e cerata sotto l’acqua!! Come i Teletabbies! Scherzi a parte: se non si tratta di condizioni meteorologiche particolarmente avverse, con troppo freddo e pioggia fitta, è possibile fare una passeggiata anche quando pioviscola; poi magari ce ne torniamo a casa e ci mettiamo davanti al camino o alla stufa a pellets, con una calda tisana, con menta, limone e un pizzico di peperoncino! Ma torniamo a noi e alla nostra escursione!

Si tratta di un bel gruppo di tredici persone, tutte motivate e curiose; partenza alle 8,00 da piazza dell’obelisco a Vicarello. Il programma prevede una camminata a piedi lungo la Strada provinciale dei Poggi, che costeggia Tanna Bassa e Tanna Alta, per proseguire in via Tabaccaia di Badia; qui sosta sul laghetto con pranzo al sacco, anche usufruendo degli ottimi prodotti dell’azienda agricola locale. Parlerei ancora molto del nostro gruppo e della bellissima giornata, ma lo farò poco alla volta, illustrando via via le varie specie vegetali che abbiamo trovato. La prima, quella fra le più diffuse e comuni, ma anche fra quelle più ricche di preziosi elementi: il Tarassaco.

NOME SCIENTIFICO DEL TARASSACO

Il nome scientifico del tarassaco è Taraxacum officinale Web. ed appartiene alla famiglia delle Asteracee, la stessa a cui appartengono piante note come la margherita e la camomilla. Di questa pianta si possono mangiare tutte le sue parti: le radici, tostate e macinate, venivano usate per preparare un surrogato del caffè quando non era così facile trovare quello originale; le foglie e i fiori vengono mangiati in insalata e nelle zuppe. Oltre che come pianta alimentare, comunque, il tarassaco è sempre stato apprezzato per le sue proprietà medicinali, come si può evincere dal suo nome che vede la radice greca taraxis che significa disordine, agitazione, e akas ovvero rimedio, che unite vogliono significare “rimedio contro i disordini dell’organismo”.

USI DEL TARASSACO

Nella tradizione popolare il tarassaco è noto a molti come “piscialetto” o “pisciacane”, nomi che fanno intuire le proprietà diuretiche della pianta; foglie e radici, infatti, contengono notevoli quantità di flavonoidi e di sali di potassio, che stimolano la diuresi permettendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Oltre alla proprietà diuretica, il tarassaco è un valente depurativo: estratti di tarassaco vengono consigliati per favorire l’attività epatobiliare, l’insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari. Il rizoma in particolare ha attività colagoga e coleretica, ovvero aumenta la produzione di bile e il suo passaggio dal fegato all’intestino. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, e ipoglicemizzanti, in quanto favorisce l’attività del pancreas. Inoltre, come tutte le Composite, la sua radice è ricca di inulina, una fibra solubile con effetti prebiotici, utili per migliorare la funzionalità intestinale.

Si consigliano estratti di tarassaco per aumentare l’eliminazione dei liquidi, per depurare l’organismo e favorire l’attività del fegato e della cistifellea, quindi in caso di ritenzione idrica, in cure depurative, per disintossicare dopo uso di farmaci, per migliorare in metabolismo digestivo nei regimi dietetici, nei periodi di cambiamento stagionale. Si può trovare Tarassaco in associazioni sinergiche come ad esempio Pilosella (Pilosella ocinarum Vaill.) e Betulla (Betula pubescens Ehrh.) che ne potenziano l’attività diuretica.

USI POPOLARI TOSCANI IN CUCINA DEL TARASSACO

Anche nella tradizione toscana questa specie è tra quelle maggiormente conosciute ed adoperate a scopo alimentare. Le foglie della rosetta basale, raccolte tutto l’anno, vengono consumate crude in insalata o cotte, normalmente assieme a tante altre erbe di campo, come le cascellore (Bunias erucago L.), i papaveri (Papaver sp. pl.), le cicerbite (Sonchus oleraceus L.), il gramolaccio (Raphanus raphanistrum L.), l’ingrassaporci (Hypochoeris radicata L.), i dolciati (Crepis sancta (L.) Babc.), il radicchio selvatico (Cichorium intybus L.) ecc. Spesso, queste mescolanze sono “ripassate” in padella, insaporite con olio d’oliva ed aglio. Le foglie vengono altresì impiegate per la preparazione dei minestroni di verdura, delle zuppe e delle torte salate. La radice essiccata viene sfruttata per aromatizzare la grappa

USI POPOLARI TOSCANI NELLA MEDICINA DEL TARASSACO

Il decotto delle foglie viene comunemente bevuto come depurativo, diuretico, digestivo, lassativo ed attivatore epatico. In certe zone, inoltre, il decotto delle radici e delle infiorescenze viene bevuto 2-3 volte al giorno come in caso di tosse produttiva; il “giulebbe”, ovvero il decotto delle foglie bollite con lo zucchero, viene dato a gocce ai neonati per prepararli allo svezzamento. In provincia di Massa, le foglie fresche e contuse vengono applicate sulle ferite come emostatico; sulle emorroidi si applicano cataplasmi di foglie miste a quelle di borragine (Borago officinalis L. ). Il succo fresco della pianta è usato per schiarire macchie cutanee e lentiggini.

UNA CURIOSITÀ SUL TARASSACO

Si dice che, se con un solo soffio si riesce a far volare tutto il “soffione”, si avvera un desiderio.

Bene! Vi ho illustrato in modo completo e un po’ “dotto” le proprietà del nostro Soffione! Per poterlo vedere dal vivo, per raccoglierlo, per imparare a utilizzarlo in decotti o in infusi, in insalate o in zuppe, puoi iscriverti alla nostra newsletter e alla nostra associazione!

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