Ieri sera mi sono fermata a bere qualcosa al baretto di Giuncugnano: è sempre in questi contesti di ritrovo, che riesco intercettare notizie; e viaggiando con un cane, riesco meglio a instaurare relazioni!

Pino, in un angolo, fumava la sua sigaretta, il braccio fuori dalla finestra e lo sguardo torvo. Non si può fumare nei locali, ma sia sa…qui gli abitanti sono davvero “tre gatti” e se le passano a vicenda: il bar è una sorta di salotto di casa, il luogo fisso di appuntamento di tutte le sere; e se Pino, dal carattere stranito, che fa sempre discorsi al contrario, considerato il locco del villaggio, quando è lì accende la sigaretta, gli se la passa; anche se a urli gli si dice che deve fumare fuori, poi ci si accontenta che fuori ci metta solo il braccio. Il barista Franco lavava qualche bicchiere, chiacchierando della partita con gli altri, i sei avventori quotidiani. Quando mi hanno visto entrare si sono ammutoliti, rivolgendomi uno sguardo tra il sospettoso e l’interrogativo. Ho preso qualcosa da bere e ho cominciato, come al mio solito, a spiegare il motivo della mia presenza lì e a chiedere se potevano aiutarmi con informazioni nuove. Ed è stata una rivelazione! Ho fatto conoscenza con l’Erba della Paura!

Tutti insieme, condividendo questa loro realtà e ingigantendone reciprocamente le qualità semi miracolose, mi hanno iniziato a parlare di questa pianta, che come al solito non riesco subito a individuare visto che il suo nome è quello popolare. Scoprirò solo il giorno dopo, quando gentilmente mi viene raccolto e portato un esemplare della pianta, che si tratta della Stachys recta L.

STACHYS RECTA

Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia botanica delle  Labiatae, la stessa della salvia, del rosmarino, del timo, piante che si assomigliano per la forma caratteristica del loro fiore a due labbra. Comunemente è detta erba stregona, o erba lavandaia; in questa zona la chiamano appunto erba della paura. Ma perché questo nome?

Perché questa pianta è usata per “segnare la paura” che segue un eventostachys recta 2 tragico o uno shock. Ovvero in seguito a un incidente, a un furto in casa, insomma a qualche cosa successa che ci ha creato un enorme paura che in qualche modo lascia i suoi strascichi, come insonnia, agitazione, ansia, depressione, attacchi di pianto e tutti i sintomi riallacciabili a questo trauma, si usa seguire il procedimento che ora vi descrivo:

si prepara un decotto con le parti aeree della pianta, ovvero la pianta appena raccolta si fa bollire in acqua per circa 5 minuti; la dose si fa un po’ ad occhio: in genere è una pianta in 5 litri di acqua. Quando il decotto è pronto si filtra e si mette in un catino dove si fa stare in piedi, scalza, la persona da trattare e si cominciano a fare delle abluzioni dalla testa verso i piedi per tre volte, passando bene dalle giunture delle braccia e delle gambe. Durante questo processo si potrà notare che l’acqua del decotto, che è trasparente, diventerà torbida e filacciosa. Questo procedimento verrà ripetuto per più giorni, finché l’acqua impiegata nell’abluzione non rimarrà limpida: questo sarà il segnale che tutti i postumi dello spavento sono svaniti e che si è riacquisita la serenità.

Amici, che vi devo dire….! Sarà vero?! La mia formazione rigorosamente scientifica non si capacita di questo impiego, purché molto decantato. Comunque mi hanno detto che, qualora si presenti un caso da trattare, me lo faranno sapere così potrò verificare di persona.

Quindi appena mi chiameranno, vi informerò!

Intanto vi invito a iscrivervi alla nostra newsletter e a associarvi alla nostra associazione: in un caso potrete rimanere aggiornati in tempo reale: se quindi andrò a verificare l’uso dell’erba della paura, lo saprete immediatamente; nel secondo caso potrete venire con me, a vivere queste esperienze, e potrete partecipare alle nostre giornate di impegno sociale volte al perseguimento di  uno stile di vita valido per mantenerci in salute: percorsi di informazione e conoscenza dei numerosi aspetti oggi trascurati che possono garantirci il BEN ESSERE!

Vi aspetto!

 

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