RIMEDI NATURALE INSONNIA

INSONNIA: DORMIAMO INSIEME!

rimedi insonnia Partiamo da un punto che abbiamo già analizzato in un altro dei nostri incontri, per arrivare alla novità: viaggiare troppo, vivere troppo di corsa, avere un lavoro particolarmente impegnativo oppure una preoccupazione personale, un lutto, un periodo di scarsa serenità possono essere la causa di notti insonni, passate con con gli occhi sbarrati a girare e rigirare nel letto, senza mai riuscire a dormire davvero, a riposare come si deve, e ci impediscono di raggiungere per numerose notti le ore di sonno di cui avremmo bisogno. E non basta il rimedio naturale della nonna per aiutarci a raggiungere il sonno ristoratore. Il detto recita “a mali estremi, estremi rimedi”; quindi potrebbe verificarsi il caso in cui sia necessario ricorrere al consulto del medico, il quale magari potrebbe ritenere opportuno l’uso di farmaci idonei, cosiddetti ipnotici, capaci di indurre il sonno e far dormire più a lungo. In questo caso ci saranno sia benefici che rischi di vario genere, primo tra tutti la dipendenza. Eh sì, perché questi farmaci possono rappresentare un efficace rimedio per l’insonnia, ma inducono una vera e propria dipendenza, sia fisica che psicologica. Quindi è ovvio e obbligatorio che il farmaco ipnotico, che può sì aiutare a superare una fase acuta e grave, si deve prendere per un limitato periodo di tempo. L’investimento vero, la focalizzazione sulla reale soluzione del problema va fatta su una corretta igiene del sonno, analizzando a monte i problemi che ne inficiano un buon funzionamento e che possono essere eterogenei. Da ultimi studi, infatti, risulta che di tutto il folto gruppo, gli insonni dichiarati, quelli veri, sono intorno al 9%; ci sono poi un 6-7% di brevi dormitori, che dormono sì poco ma che stanno comunque bene con sole quattro cinque ore di sonno; c’è poi un 12% di soggetti che non sono propriamente insonni, ma che si deprivano di sonno per scelta, per lavoro, per stile di vita. Se non ci sono a monte problemi patologici veri e propri – e a quel punto la situazione si capovolge completamente – talvolta l’insonnia nasconde una condizione di squilibrio psicologico o fisico e, qualora anche con l’uso di un idoneo farmaco questa situazione non dovesse risolversi, si può ricorrere alla polisonnografia, una sorta di radiografia del sonno che misura l’attività cerebrale, i movimenti degli occhi e del corpo, il battito cardiaco, la saturazione di ossigeno nel sangue, e può rivelare le vere cause del problema. Talora si è rivelata responsabile di casi di insonnia la cosiddetta malattia di Willis-Ekbom o sindrome delle gambe senza riposo; si tratta di una comune malattia del sistema nervoso che causa la necessità urgente e irresistibile di muovere le gambe. Può manifestarsi anche con sensazioni spiacevoli ai piedi, ai polpacci e alle cosce, occasionalmente sono coinvolte anche le braccia. Questa patologia causa movimenti involontari alle gambe e talora alle braccia, e questo può verificarsi occasionalmente oppure spesso, anche tutti i giorni e in maniera più o meno intensa. Nei casi più gravi, i disturbi diventano causa di stress elevato, possono determinare anche disturbi del sonno e avere, quindi, un forte impatto sulle attività giornaliere. Nei casi che sia presente, per questo o per altri motivi, una forma depressiva, anche i farmaci prescritti per curare la depressione possono alleviare l’insonnia, se assunti a dosi più basse; se l’insonnia è secondaria alla depressione o all’ansia, gli antidepressivi possono migliorare entrambe le condizioni allo stesso tempo se usati a basso dosaggio, favorendo il sonno profondo.

RIMEDIO NATURALE INSONNIA

RESPONSABILITA’ E CAUSE INSONNIA

rimedi naturale insonniaContinuando ad analizzare alcune delle varie cause che portano all’alterazione del sonno e attingendo da ultime ricerche del settore, la scienza in questi tempi sta indagando su uno specifico neurotrasmettitore che potrebbe avere grandi responsabilità: la ORESSINA. Si tratta di un neuropeptide prodotto dall’ipotalamo, che è responsabile principalmente di due attività: stimola l’appetito e non fa dormire. Non a caso la sua carenza cronica provoca la narcolessia, una malattia caratterizzata da un’eccessiva sonnolenza; si sta quindi studiando il sistema giusto e migliore per bloccare questa molecola, azione che permetterebbe un aumento del sonno e, mi viene da ipotizzare, una diminuzione dell’appetito. Questi farmaci, vengono attualmente chiamati DORA e uno studio sulla loro attività è stato presentato ad Atlanta (USA) in occasione dell’edizione 2019 del convegno dell’American Association for Geriatric Psychiatry (AAGP)

Ci sono molte ragioni, infatti, per ipotizzare che alcune persone con insonnia siano ipersecretori di oressina, motivo per cui non riescono a dormire e non rispondono ai classici farmaci ipnotici. Quindi la classe dei prodotti cosiddetti DORA potranno costituire un efficace rimedio per l’insonnia, soprattutto in soggetti che abbiano necessità di inibire una eccessiva attività della oressina.

Nonostante le nuove ricerche propongano nuovi farmaci, il prodotto ideale per il sonno non esiste ancora e per l’insonnia a lungo termine, la terapia primaria resta in assoluto quella comportamentale (vedi l’altro articolo sull’insonnia) e i prodotti chimici restano scelta esclusiva in caso di momentanee forme acute o in presenza di patologie e comunque devono sempre essere assunti con parsimonia e sotto il controllo medico; questo per evitare di passare da poche gocce a intere boccette ottenendo comunque sempre meno risultato o per gestire l’effetto rebound con conseguenti attacchi d’ansia.

 

PAPAVERO: RIMEDIO NATURALE INSONNIA

rimedi insonnia papaveroCome sempre, il consiglio che desidero dare – e che nasce da anni di studio e di esperienza – è sicuramente quello di associare le giuste e sane abitudini comportamentali, rimedi naturali per l’insonnia, a un’eventuale terapia psicologica, nel caso che sia necessario elaborare un lutto o affrontare un grave problema; e senz’altro sarà sempre utile associare un buon integratore, efficace rimedio per l’insonnia se formulato con specie vegetali adatte e a concentrazione di principi attivi elevate da poter garantire una efficacia certa. Tra le piante che possono essere usate, in miscela composta con altre ad attività sinergica, vorrei menzionare qui il Papavero, sia perché è un bellissimo fiore quasi scomparso a causa del diserbo ma che rallegrava le nostre campagne e è rimasto immortalato nei dipinti di famosi artisti; sia perché ne raccolsi anni fa gli svariati usi popolari, tra cui troviamo il rimedio della nonna per l’insonnia dei bambini, che voglio riportare, a partire dal suo nome scientifico e dalla famiglia botanica di appartenenza: ecco la scheda, buona lettura!

Dr. Ritelì

 

Papaver rhoeas L.

Famiglia: Papaveraceae

Nome comune: papavero

Nomi vernacolari: rosolaccio, pappavero, rosolina/e, rosoletta/e,

signorine, pasticciani, rosoli, roselline, pupa, pappardole, belle bimbe,

pittadonna/e, papala, pupattola/e, bambagella, pastricciani, scitole,

papagal, papav’r, papagai, papavri, papavero tenero

Forma biologica: terofita scaposa

Categoria corologica: euri-mediterranea

Usi ornamentali:

i rami portanti i caratteristici frutti, detti treti, sono adoperati nelle composizioni di fiori secchi. Le capsule delle specie affini (P. somniferum L. e P. setigerum DC.) sono quelle maggiormente apprezzate e richieste per tali usi.

Usi tintori:

nel Grossetano dai petali freschi si ricava un colorante usato nel periodo Paquale per tingere di rosso le uova benedette; si usa altresì per tingere le stoffe.

Usi alimentari:

in tutta la regione Toscana è pratica assai comune raccogliere la rosetta basale a fine inverno e per tutta la primavera a scopo alimentare. Le foglie vengono consumate crude in insalata o cotte, normalmente in mescolanze con altre “erbe” di campo, come la cicerbita (Sonchus oleraceus L.), il trassaco (Taraxacum officinale Weber), la cascellora (Bunias erucago L.), ilr adicchio selvatico (Cichorium intybus L.), l’insalatina di monte (Reichardia picroides (L.) Roth), l’insalatina selvatica (Crepis leontodontoides All.) e tante altre consimili. In alcune zone del Fiorentino e dell’Aretino le rosette basali vengono cotte mettendole sotto il sale grosso e successivamente lavandole in acqua. In Maremma, si preparano dei tipici tortelli ripieni di ricotta con le foglie di papavero, quelle di bietola selvatica (Beta vulgaris L.) e le cime di ortica (Urtica dioica L.), mentre in Lunigiana (Massa)servono per preparare le torte salate. Le foglie sono normalmente presenti nelle zuppe e nei minestroni di verdure. I semi vengono talora posti sopra il pane a fine cottura per aromatizzarlo.

Usi medicinali:

un po’ in tutta la regione il decotto delle capsule immature o l’infuso dei petali viene bevuto per facilitare il sonno e per sedare l’irrequietezza, soprattutto quella dei bambini. Sempre il decotto, oppure lo sciroppo dei petali, è consigliato contro la tosse secca e stizzosa.

Usi veterinari:

nelle campagne toscane, le rosette basali sono date da mangiare ai conigli, ai tacchini, ai polli e alle anatre, poiché si ritiene che siano un alimento ricostituente, capace di stimolare la loro crescita e la robustezza. In Val d’Orcia (Siena) foglie di papavero vengono date da mangiare agli animali a fine lassativo.

Usi cosmetici:

i petali, in tempi passati, erano usati dalle giovani donne per dare colore alle guance e alle labbra; da qui il termine dialettale di “pittadonne”

 

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